Perché Milano

di Dario Di Vico

Regalare a Milano una manifestazione di caratura internazionale. È questo l' obiettivo che ha spinto l'Università Bocconi e il Corriere della Sera a mettere in calendario dal 9 al 12 maggio prossimi l'International Forum «Economia & società aperta». Quattro giorni durante i quali Milano sarà al centro dell' attenzione di economisti, imprenditori, sindacalisti e uomini di governo.

Il momento è favorevole: l' economia reale è ripartita, gli industriali hanno resuscitato il made in Italy. Per gli ispettori del Fmi che hanno visitato il nostro Paese nei giorni scorsi siamo in una fase di boom, un risultato che vale cento volte più che in passato. È infatti il primo boom post-euro, ottenuto ciò senza svalutare ma a parità di moneta. Aprire, dunque, non vuol dire morire. Anzi un giorno scopriremo - e allora sì che saremo diventati italianieuropei - che il declino italiano è stato figlio delle protezioni e delle bardature e non certo dell' eccessiva apertura dei mercati.

Sarà questo il tema centrale della Quattro Giorni milanese che, oltre a coinvolgere tutta la città e a presentare un cast di relatori d'eccellenza, nutre un' altra ambizione: contribuire a far crescere nella società civile - e non solo tra le élites economiche - il dibattito sulle opportunità (e sui rischi, per carità) dell' economia aperta. E che gli organizzatori abbiano pensato di farlo non solo nelle aule magne ma anche in una casa della carità, in una camera del lavoro, in un liceo o nell' auditorium di una clinica, è dimostrazione, se non altro, di onestà intellettuale.

 
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