Sussidi alla disoccupazione e prepensionamenti non fanno soffrire il pil

Perché allontanano dal mercato lavoratori spremuti e poco produttivi

di Peter Lindert, economista della University of California a Davis

Incentivando il pensionamento anticipato probabilmente si determina un aumento della produttività per lavoratore. Coloro che lasciano il lavoro in anticipo hanno una produttività inferiore alla media del loro gruppo di età. Inducendoli a lasciare il lavoro il calo percentuale del pil risulta minore di quello dell’occupazione.

Potrebbe il pensionamento anticipato non avere alcun costo in termini di pil? Potrebbe la produttività marginale di un lavoratore anziano in procinto di pensionarsi essere uguale a zero? Un simile «risultato nullo» è stato effettivamente proposto da Xavier Sala-i-Martin nel 1996. In quella che potremmo definire la sua ipotesi di «dare il benservito ai vecchietti», Sala-i-Martin ha sostenuto che i lavoratori più anziani potrebbero essere talmente controproducenti per la performance dell’intera unità di lavoro che il loro prodotto marginale di fatto si ridurrebbe a zero; questo può accadere se i lavoratori più anziani hanno un potere eccessivo ed è particolarmente difficile disfarsene una volta che il loro prodotto marginale è crollato.

Un argomento simile vale anche per la classica indennità di disoccupazione, che in Inghilterra è passata alla storia come the dole20. Questo tipo di sussidio concesso a chi non lavora (per un periodo limitato di tempo) non riduce la propensione ad accettare i lavori che vengono offerti? La risposta è affermativa: riduce l’occupazione, come si sostiene nella letteratura tradizionale e com’è confermato da risultati recenti21. Ma qui ci si trova di fronte a un’apparente contraddizione: se il dole elargito ai disoccupati riduce palesemente l’occupazione, perché non riduce palesemente anche il pil? Questa parte dell’enigma ha una duplice spiegazione. In primo luogo, il vero effetto del sussidio di disoccupazione sul pil potrebbe essere negativo, ma abbastanza piccolo per celarsi negli ampi intervalli di confidenza dei test statistici. In secondo luogo, i posti di lavoro possono ridursi provocando soltanto un calo molto modesto del pil, se le indennità di disoccupazione più generose erogate in Europa in pratica fanno crescere la produttività media di coloro che continuano a lavorare; questo esito potrebbe verificarsi in quanto gli stati europei si servono dell’indennità di disoccupazione per tenere fuori i lavoratori meno produttivi e lasciare al lavoro quelli più produttivi, proprio come li abbiamo visti servirsi della politica del pensionamento anticipato. Ossia, il sussidio di disoccupazione può essere concepito e utilizzato in modo da scartare i lavoratori «spremuti», quelli che danno un contributo minimo alla produttività complessiva del lavoro.

Da Spesa sociale e crescita
Università Bocconi editore, 2007

 
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