Limiti e potenzialità della liberalizzazione del mercato dell’energia e della Borsa elettrica
A partire dalla fine degli anni Novanta un processo di liberalizzazione sta interessando i mercati energetici, dell’energia elettrica e del gas naturale con l’obiettivo di aumentare la competizione e di controllare allo stesso tempo attraverso la regolamentazione l’operatore dominante nei settori in cui mantiene una posizione di monopolio. Quali sono i limiti, le difficoltà e le reali potenzialità dell’apertura del mercato nel contesto dell’economia italiana?
Due le questioni dominanti.
La sicurezza degli approviggionamenti. Per quanto riguarda il gas naturale, a fronte di una possibile frammentazione dei produttori nazionali, il problema principale resta la concentrazione della produzione in pochi Paesi (Russia e Algeria). Meglio allora soluzione di mercato liberalizzato che, diminuendo la dimensione degli operatori nazionali, li espone però al potere di mercato dei grandi produttori o è preferibile avere un monopolista nazionale che tratti alla pari con russi e algerini?
La costruzione del mercato elettrico. Nel piano di liberalizzazione dell’elettricità un ruolo cruciale è svolto dalla Borsa elettrica un mercato all’ingrosso dove l’energia prodotta viene offerta dai generatori e acquistata dagli operatori che la rivendono ai clienti finali. Un mercato all’ingrosso concorrenziale dovrebbe assicurare la produzione di energia a basso costo, a beneficio degli utenti. L’esperienza dei primi due anni di Borsa elettrica, così come analoghe esperienze europee, segnalano come la costruzione artificiale di un mercato sia una operazione complessa, e come quindi lo “sviluppo della concorrenza” richieda un preciso e dettagliato disegno di regole.
Gli approfondimenti:
Mercato elettrico: ritardo annunciato
A luglio si potrà scegliere liberamente il proprio fornitore. Ma a quattro mesi dall’apertura del mercato non sono ancora stati definiti i meccanismi e il nuovo assetto. Il rischio? Che per affretare i tempi non si faccia attenzione all’impatto sullo sviluppo della concorrenza e sull’entrata di nuovi operatori
di Clara Poletti, direttore dello Iefe Bocconi
L’idrogeno tradito dall’auto
Il mercato della mobilità pulita, atteso per anni, non si è materializzato. I produttori di celle a combustibile cercano, allora, nuove strategie, spiega Gaetano Cacciola del Cnr
di Fabio Todesco
Il petrolio non manca. Ma è sempre più lontano e caro da estrarre
Le stime delle riserve sono così discordanti da essere inattendibili. Non resta che utilizzare l’oro nero in modo più efficiente
di Giuseppe Recchi, presidente GE in Italia
L’Italia ricominci da 4 (rigassificatori)
Intervista a Carlo Scarpa, professore di economia industriale all’università di Brescia
di Irene Consigliere
Il petrolio non ha prezzo. Non solo uno
Concentrarsi su Brent o Wti può dare un’immagine distorta. A colpire sono le oscillazioni.
di Luigi De Paoli, direttore del master in Economia e management ambientale della Bocconi
Importiamo l’86% del gas naturale. Se liquefatto ci rende meno dipendenti
Grazie a una normativa incentivante moltiplicati i progetti per terminali di rigassificazione.
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