Il petrolio non manca. Ma è sempre più lontano e caro da estrarre
Le stime delle riserve sono così discordanti da essere inattendibili. Non resta che utilizzare l’oro nero in modo più efficiente
di Giuseppe Recchi, Presidente GE in Italia
Stando ai libri di storia, l’era moderna del settore inizia circa 150 fa, cioè quando nel 1859 il Colonnello Drake per la prima volta trivellò il suolo a Titusville, in Pennsylvania.
Inizialmente, il petrolio era utilizzato principalmente in campo medico e cosmetico; in breve tempo, l’industria petrolifera fiorì, fino a raggiungere l’apice negli anni 50. Il boom proseguì fino alla crisi petrolifera degli anni 70 quando, in reazione alle crescenti pressioni economiche e alle difficoltà del settore, molte compagnie petrolifere furono ridimensionate.
Oggi, nell’era in cui il petrolio è impiegato principalmente come carburante per i trasporti, siamo di fronte a disponibilità ridotte. Contemporaneamente però la domanda è in crescita costante: queste dinamiche conducono immancabilmente a un incremento del prezzo – “la fine dell’era del petrolio” è diventata una tematica molto comune. Cosa ci dobbiamo aspettare per il futuro?
Ci sono tante e divergenti teorie sulla disponibilità di risorse petrolifere e di gas.
Alcuni studiosi dell’Università di Uppsala (SVE) sostengono che le stime dell’industria sono esagerate, e che vivremo il picco di richiesta tra dieci anni circa. Se osserviamo i Paesi produttori, riscontriamo però che molti hanno già raggiunto il loro primato – gli USA negli anni 70, e il Mare del Nord nel 2001, ad esempio. In un report dell’ Association for the Study of Peak Oil & Gas leggiamo che le riserve di petrolio, petroli pesanti, gas naturale e NGL attualmente in produzione raggiungeranno l’apice nel 2010. Al contrario, l’amministratore delegato di Saudi Aramco ha recentemente affermato che gas e petrolio sono sufficienti per altri 140 anni almeno.
Chi ha dunque ragione?
Per quanto riguarda la domanda, stando alla crescita economica presunta, si ritiene che aumenterà del 50% entro il 2025, per gran parte attribuibile ai mercati emergenti.
Il settore dei trasporti continuerà ad essere il principale “consumatore” soprattutto di petrolio, ma anche il consumo di gas naturale è in rapido aumento, in quanto è un carburante relativamente più pulito per la generazione di energia. Gli USA rimangono il principale consumatore (qui finisce circa il 25% della produzione di petrolio e circa il 30% del gas), ma la domanda di Cina e India è in rapida crescita.
Contemporaneamente all’aumento della domanda, il consumo è sempre più veloce. Per stare al passo con una domanda in crescita costante, è d’obbligo trovare nuove fonti di produzione – come verrà soddisfatta tutta la domanda?
Molte delle fonti di gas e petrolio facilmente raggiungibili che sono state scoperte e sfruttate fino ad oggi si stanno velocemente esaurendo, alcune sono già esaurite.
Le nuove riserve di petrolio greggio risultano più pesanti e acide. Le nuove riserve di gas sono spesso in punti molto distanti da quelli di consumo. L’esplorazione off-shore si sta spostando sempre più in profondità –ad esempio il Jack Field nel Golfo del Messico, a quasi 7.000 piedi sotto al mare.
Il settore è un settore in crescita per i prossimi 50 anni almeno.
In GE ci abbiamo creduto sin dall'inizio e per questo nel 1994 abbiamo colto l'opportunità di acquisire dall'ENI il Nuovo Pignone, oggi GE Oil&Gas.
Convinti che il futuro dell’estrazione del petrolio sia sotto il mare, lo scorso gennaio GE Oil&Gas ha completato l'acquisizione della società americana Vetco Gray , leader mondiale nella tecnologia delle estrazioni sottomarine.
La ricerca di nuove riserve sposta i vecchi confini verso territori più remoti, utilizza tecnologie sempre più avanzate e scava sempre più in profondità. Nessuno può dire con certezza per quanto tempo ancora riusciremo a estrarre gas e petrolio.
Ma dobbiamo sforzarci sempre più di sfruttare al meglio le risorse che abbiamo continuando a investire nella ricerca e nello sviluppo di prodotti e tecnologie che permettano di ottimizzare la quantità di petrolio estratta e che consentano l’esplorazione di riserve una volta impossibili da raggiungere. Allo stesso tempo, coscienti di tutti gli aspetti relativi al problema energetico, è un dovere fare tutto il possibile per minimizzare l’impatto ambientale dei processi di estrazione e per ridurre i consumi.