07 maggio 2007

L’eco fashion piace alle borse. Ma e’ sostenibile?

Preoccuparsi del riscaldamento globale sembra convenire. Ma per Yvon Chouinard (Patagonia) non è così semplice

di Massimo Sideri

Cresce l’interesse per i titoli legati al global warming. La tendenza è partita da Wall Street ed è arrivata anche nelle piazze finanziarie europee. Che sia una moda o una reale preoccupazione, il mercato ha iniziato a investire in maniera sempre più decisa non solo sulle produzioni che, in prospettiva, possono sfruttare l’emergenza ambientale ma anche in quelle aziende che dimostrano di essere sensibili al problema del riscaldamento globale.

Eppure la partita non è così semplice. Come sempre il mercato semplifica e le informazioni saltano molti passaggi. A storcere il muso è stato proprio uno dei padri dell’eco-fashion, Yvon Chouinard, fondatore del marchio outdoor Patagonia. La sua azienda è stata la prima ad usare la plastica riciclata per i propri prodotti. Ma per Clouinard non bisogna credere agli slogan. Un esempio? Wall-mart voleva produrre una linea di abiti con fibre organiche. La catena Usa aveva compreso prima degli altri che “verde” è di moda. Ma per soddisfare il mercato avrebbe dovuto seminare con una monocultura (considerata uno dei maggiori rischi per la biodiversità) un territorio grande come mezza Africa.


Approfondimenti

Via col vento le azioni da seguire di Marco Sabella, CorrierEconomia, lunedì 7 maggio 2007
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