27 aprile 2007

La battaglia per Abn Amro e la lezione di Piech

Esiste una ricetta per prevenire i “brevitermisti”?

di Marika De Feo

E' sintomatico che mentre si consuma la battaglia fra Barclays e Rbs su Abn Amro, il ministro delle Finanze tedesco Peer Steinbrueck scenda in campo ammonendo l'industria a chiedersi "come manteniamo una società competitiva sul mercato, nel lungo, non nel breve termine". E invita i grandi capitani di industria a "non copiare il “brevetermismo” degli anglo-americani", bensì a pensare "alla prontezza a sviluppare decisioni strategiche di lungo termine".
Contemporaneamente, in Gran Bretagna, i media cominciano a chiedersi se l'offerta finanziaria migliore - intendendo l'offerta da 72 miliardi di euro per Abn, comparata a quella da 67 miliardi di Barclays - sia migliore anche in termini strategici.

Nell'assemblea dei soci di Barclays, il ceo John Varley ha messo il dito nella piaga. Denunciando il "forte contrasto" fra un'offerta per Abn - la sua - che spiana la strada alla creazione di "una delle migliori banche al mondo" e quella del consorzio intorno a Rbs che "pianifica lo spezzettamento di una delle maggiori banche europee" e che porterebbe a tagli molto maggiori a causa delle forti ridondanze. E' il vecchio contrasto, in via di sradicamento anche in Germania, paese delle strategie di lungo termine, dello stakeholder value contrapposto allo shareholder value, che riemerge ora tra le righe anche in Inghilterra. Per questo in Germania e all'estero cresce il sostegno al capo-controllore Ferdinand Piech per la strategia adottata con Volkswagen:
ha prevenuto attacchi ostili da parte dei fondi "brevitermisti", già allertati in vista della prossima abolizione della golden share, trasformando un gigante semi-pubblico in un colosso di famiglia inattaccabile.


ABN AMRO, BATTAGLIA TRA BARONETTI di Massimo Sideri, Corriere della Sera, 25 aprile 2007
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